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Itinerario alle isole Lofoten: cosa vedere in 7 giorni e altri consigli

Ebbene sì, sono tornata in Scandinavia. Di nuovo. Ma del resto, se alla fine di lunga giornata un’inserzione ti segnala che è possibile volare alle isole Lofoten “da solo 150€” puoi forse non cliccare su quel tasto “prenota ora”? E parliamo delle Lofoten, meta in cima alla lista dei luoghi da vedere per tantissimi viaggiatori, non solo per le appassionate e gli appassionati della penisola Scandinava.

Mi capita spesso di ricordare a me stessa di abbassare le aspettative nei confronti di una determinata destinazione. Ho capito infatti negli anni che a volte proprio le aspettative sono il peggior nemico di un viaggio: se troppo alte, rischiano facilmente di rimanere deluse e rovinare un’esperienza che altrimenti avrebbe potuto essere positiva. Questo però non è stato necessario nel caso delle isole Lofoten, un piccolo paradiso nel nord della Norvegia che è stato in grado di rispettare – e forse superare – le altissime aspettative che avevo da anni nei suoi confronti. In questo articolo cercherò di darvi tutte le informazioni utili su cosa vedere alle Lofoten, come arrivare dall’Italia, dove dormire e altri consigli.

Partiamo innanzi tutto da qualche dettaglio del mio viaggio alle isole Lofoten:

  • Date: 28 maggio-3 giugno.
  • Voli: Lufthansa Venezia-Evenes con scalo a Francoforte, 175€ a persona prenotando a settembre.
  • Alloggio: media di 200€ a notte, soggiornando in appartamenti con cucina.
  • Tappe: Henningsvær, Nusfjord, Reine, Å, Leknes e dintorni.
  • Noleggio auto: 355€ totali con Hertz prenotando tramite Discovercars, comprensivi di copertura totale.
  • Assicurazione viaggio: potete confrontare qui le diverse compagnie ma mi raccomando, mai partire senza!
  • Guide da acquistare: Rough Guide o Lonely Planet.
Viaggio fai da te alle isole Lofoten
In questo articolo:
  1. Organizzare un viaggio fai da te alle isole Lofoten
    1. Come arrivare alle Lofoten dall’Italia
    2. Come muoversi: noleggio auto alle isole Lofoten
    3. Quando andare alle Lofoten: periodo migliore
    4. Itinerario alle isole Lofoten: quanti giorni servono
  2. Cosa vedere alle Lofoten e cosa fare
    1. La mappa di cosa vedere alle Lofoten
    2. Itinerario alle isole Lofoten di 7 giorni: cosa vedere in una settimana
    3. Le spiagge più belle delle Lofoten
    4. I trekking da non perdere alle Lofoten
    5. Dove fare colazione: le bakery da provare alle Lofoten
  3. Dove dormire alle isole Lofoten: rorbuer e non solo

Organizzare un viaggio fai da te alle isole Lofoten

Come arrivare alle Lofoten dall’Italia

Le isole Lofoten si trovano nella zona più settentrionale della Norvegia, circa 200 km a nord rispetto al Circolo Polare Artico. Si tratta a tutti gli effetti di un arcipelago, composto da varie isole separate tra loro ma unite da una lunga serie di ponti e tunnel stradali lungo la E10. I lavori che hanno permesso alle Lofoten di essere collegate alla terraferma norvegese senza necessità di un traghetto sono in realtà molto recenti, e hanno contribuito a rendere le isole la destinazione turistica celebre in tutto il mondo che è oggi.

Gli aeroporti più vicini alle Lofoten sono Narvik (Evenes) e Bodø: il primo si trova lungo la E10 e permette quindi di raggiungere Svolvær, la prima città sulle isole, in un paio d’ore di guida. Bodø è invece un pochino più a sud, ma collegata a Moskenes – nell’area in cui si trovano Å e Reine – da un traghetto che impiega circa 3 ore di viaggio. Per arrivare alle isole Lofoten dall’Italia è di norma necessario fare almeno uno scalo, a Oslo o in altre città europee a seconda della compagnia, ma esiste anche una tratta diretta di Easyjet che collega Milano Malpensa a Evenes. Per farvi un’idea delle tratte potete iniziare con una ricerca su Skyscanner, nel mio caso ho volato con Lufthansa da Venezia e con uno scalo a Francoforte.

Segnalo poi che esistono un paio di piccoli aeroporti anche a Svolvær e Leknes, ma sono serviti solo da voli Widerøe da Bodø e risultano quindi più scomodi – a meno di non fare due scali -, oltre che meno convenienti da un punto di vista economico.

Come arrivare alle Lofoten

Un’altra alternativa è infine atterrare a Tromsø, che dista circa 5-6 ore di auto dalle isole Lofoten, per visitare anche questa zona all’interno dello stesso viaggio. Consiglio però in questo caso di avere a disposizione qualche giorno in più, per dedicare il giusto tempo alle varie tappe.

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Noleggio auto Lofoten

Come muoversi: noleggio auto alle isole Lofoten

Le Lofoten sono una di quelle destinazioni in cui guidare è parte dell’esperienza. Esiste una rete di mezzi pubblici che collega le principali località sulle isole, ma non avere una propria auto limita di molto la libertà negli spostamenti e rende difficile fare deviazioni rispetto alla E10, specie con pochi giorni a disposizione.

Il mio consiglio per un viaggio alle Lofoten è quindi di noleggiare un’auto ed esplorare le isole in autonomia: confrontando le tariffe in anticipo su portali come Discovercars si trovano buone tariffe, intorno ai 400-500€ per una settimana compresa copertura completa. Tenete a mente che gran parte delle auto a noleggio in Norvegia oggi è elettrica, ma dedicherò magari un approfondimento dedicato a questo argomento.

Prestate inoltre molta attenzione ai parcheggi, che sono quasi sempre a pagamento e si possono gestire con l’app Easypark, e ai limiti di velocità: la polizia si posiziona in punti non visibili e le multe sono purtroppo estremamente salate – circa 800€ per un’infrazione base.

Lofoten cosa vedere

Quando andare alle Lofoten: periodo migliore

Sarei tentata di scrivere che non esiste un cattivo momento per decidere di andare alle Lofoten, ma ovviamente la risposta più concreta è che: dipende. Dipende da ciò che cercate e dalle attività che vorreste svolgere durante il viaggio: se volete avere un grandissimo numero di ore di luce, vedere il sole di mezzanotte e fare trekking allora i mesi migliori vanno da maggio a settembre. Da giugno ad agosto i prezzi tendono ad essere più alti poiché si tratta di altissima stagione, perciò tenetene presente soprattutto per il budget dedicato agli alloggi e mettete in conto la presenza di un maggior numero di turisti.

Altrettanto affascinante dev’essere il periodo invernale, con le isole ricoperte di neve e la possibilità di ammirare l’aurora boreale. Si tratta di un viaggio completamente diverso, con pochissime ore di luce ma temperature che non diventano mai troppo rigide. In ogni caso, in questo articolo parleremo per ora di un viaggio estivo, che è quello che ho avuto modo di sperimentare in prima persona.

La possibilità di precipitazioni è concreta tutto l’anno, ma questa è una di quelle destinazioni in cui il meteo cambia molto in fretta: se piove non disperate, potrebbe spuntare il sole nella mezz’ora successiva.

Itinerario alle isole Lofoten: quanti giorni servono

Sebbene le distanze tra le diverse località delle isole Lofoten non siano così ampie, sarebbe a mio avviso un peccato dedicare troppo poco tempo a un viaggio in questa zona. Considerando i lunghi spostamenti necessari per arrivare dall’Italia vi direi comunque che 4 notti sono davvero il minimo indispensabile per esplorare almeno le aree più famose, mentre 6-7 giorni pieni sono il tempo ideale per un itinerario più completo.

Cosa vedere alle Lofoten, itinerario in 7 giorni

Cosa vedere alle Lofoten e cosa fare

La mappa di cosa vedere alle Lofoten

Itinerario alle isole Lofoten di 7 giorni: cosa vedere in una settimana

Qualsiasi itinerario alle Lofoten si snoda prima di tutto lungo la direttrice della E10, la strada che le attraversa le isole e le sue località principali. Non c’è quindi un ordine prestabilito da mantenere, si può partire da est così come da ovest o ancora dal centro, ma qui vi lascio la mia suddivisione delle giornate in modo da avere una traccia di partenza.

Giorno 1: dall’aeroporto a Henningsvær

Atterrati a Narvik ritiriamo l’auto a noleggio e ci dirigiamo a Henningsvær, con una sosta a Svolvær: si tratta di due tra le cittadine principali delle Lofoten, a una mezz’ora di distanza l’una dall’altra. Il panorama diventa subito quello caratteristico delle isole: casette e rorbuer colorati, una serie di piccoli isolotti collegati da ponti e le montagne subito alle spalle. E a Henningsvær, il celebre cambio da calcio che sembra incastonato tra le rocce.

Il meteo in questa prima giornata non è dei migliori, altrimenti si potrebbe dedicare del tempo a una prima passeggiata: in zona Svolvær vi segnalo ad esempio Glomtinden, Tjeldbergtind o Djeveltrappa. Da Svolvær partono inoltre diverse escursioni in barca, che permettono di visitare il vicino Trollfjord.

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Notte a Henningsvær da Henningsvær Rorbuer

Giorno 2: Henningsvær e trekking Festvågtind

Visitiamo Henningsvær e affrontiamo il primo trekking del viaggio, con la salita al punto panoramico Nipen (sentiero Festvågtind, ve ne parlo meglio più giù nella sezione dedicata). La giornata è ancora un po’ grigia, con un meteo migliore potete sicuramente aggiungere altre attività nei dintorni.

Notte a Henningsvær da Henningsvær Rorbuer

Nusfjord Lofoten

Giorno 3: Nusfjord e trekking Reinebringen

Splende il sole e attraversiamo le Lofoten lungo la E10, fino alla sua area più occidentale. Lungo il percorso facciamo una sosta a Nusfjord, tra i borghi di pescatori più antichi e meglio preservati della Norvegia. Dichiarato patrimonio UNESCO, oggi è un museo a cielo aperto e richiede il pagamento di un biglietto d’ingresso da 150 NOK (15€ circa).

Dopo una passeggiata a Flakstad beach arriviamo a Reine, dove nel tardo pomeriggio affrontiamo la scalata dei 2000 gradini del Reinebringen. Del resto uno degli aspetti positivi del sole di mezzanotte è che le giornate sono potenzialmente infinite, dovrete essere voi a mettervi un freno per dormire qualche ora.

Notte ad Hamnøy al Reinefjorden Sjøhus

Reinebringen Lofoten panorama

Giorno 4: Reine, Hamnøy, Å

Il fiordo di Reine è una delle zone più famose – e scenografiche – delle isole Lofoten, dove i luoghi scenografici certo non mancano. Vale quindi la pena di godersi la meraviglia da più punti di vista possibili, e dopo la scalinata del Reinebringen optiamo per un’escursione in kayak.

Il tour di Saga Lofoten parte dagli Eliassen Rorbuer e dura all’incirca tre ore per l’escursione classica, molto divertente e scenografica. Non è richiesta esperienza pregressa con il kayak: viene fornita una spiegazione molto completa alla partenza dalla propria guida e il percorso viene definito anche in base ai venti della giornata, così da essere adatto a tutti. Se volete provare l’esperienza potete prenotare il tour a questo link.

Visitiamo poi il villaggio di Å, al termine della E10: proprio “å” è in effetti l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese.

Notte ad Hamnøy al Reinefjorden Sjøhus

Kayak alle Lofoten Reinefjorden

Giorno 5: trekking Offersøykammen e isola Vestvågøy

Dopo una sosta a Vikten, è tempo di un nuovo trekking a Offersøykammen, il percorso che ho preferito nel corso del viaggio. Ci fermiamo a Leknes per poi raggiungere l’ultimo alloggio del viaggio nell’area di Valberg.

La costa meridionale dell’isola di Vestvågøy è in generale una zona molto meno frequentata delle Lofoten, poiché prevede una deviazione dalla classica E10, ma se avete abbastanza tempo a disposizione il mio consiglio è di farci almeno un giro. I paesaggi cambiano moltissimo tra un’isola e l’altra ed è un peccato non esplorare aree diverse.

Notte a Valberg alla Cozy House.

Unstad beach Lofoten

Giorno 6: spiagge isola di Vestvågøy

Per la nostra ultima giornata piena alle Lofoten ci dedichiamo a qualche spiaggia della costa settentrionale di Vestvågøy. A partire da Unstad, spiaggia famosa per i surfisti e per i cinnamon bun.

Ci dirigiamo poi ad Haukland Beach, dove pranziamo vista mare prima di passeggiare fino a Uttakleiv lungo il bel sentiero pianeggiante che segue la costa.

Notte a Valberg alla Cozy House.

Spiagge più belle isole Lofoten

Giorno 7: rientro in aeroporto

Tempo di rientrare alla base, raggiungiamo l’aeroporto di Narvik e ci imbarchiamo sull’aereo di ritorno in tarda mattinata.

Se avete più tempo: altre cose da vedere alle isole Lofoten

Se il vostro viaggio è più lungo, avrete sicuramente modo di aggiungere altre attività al vostro itinerario. Potreste ad esempio raggiungere Vindstad in barca e passeggiare fino a Bunes Beach, o ancora prendere il traghetto per l’isola di Værøy.

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Bakery migliori delle Lofoten

Le spiagge più belle delle Lofoten

Anche se siamo ben oltre il Circolo Polare Artico e non credo troverei il coraggio di tuffarmi, le spiagge delle Lofoten sono davvero spettacolari con le loro acque turchesi, la sabbia bianca e le montagne a picco sul mare. Alcune sono probabilmente tra le spiagge più belle che abbia visto nel corso dei miei viaggi. Tra i nomi da non perdere vi segnalo:

  • Haukland: tra le più famose, e con buone ragioni, viene spesso citata tra le spiagge più belle d’Europa. Potete unirla a Vik e Uttakleiv, che si raggiungono anche a piedi con una bella camminata.
  • Ramberg, Skagsanden e Flakstad: abbastanza vicine tra loro, sono tra le spiagge più ampie delle Lofoten e sempre molto frequentate.
  • Unstad: destinazione amata dai surfisti, non potete perdervela anche perché a due passi si trova la bakery che sostiene di preparare i ‘cinnamon bun migliori del mondo’. Sono effettivamente molto buoni, diversi dalle classiche kanelbullar scandinave e un pochino più pesanti – ne consiglio uno in due. Ma dei dolci parliamo meglio in questo articolo.
  • Kvalkika e Bunes: sulla costa settentrionale dell’isola Moskenesøya, entrambe non si possono raggiungere in auto ma solo a piedi. Mantengono quindi il fascino dei luoghi che ci si deve guadagnare.
Haukland beach Lofoten

I trekking da non perdere alle Lofoten

C’è chi dice che andare alle Lofoten senza fare trekking sarebbe come andare alle Maldive senza tuffarsi in mare. Probabilmente io non sarei così drastica, ma è senz’altro vero che si tratta di una destinazione ricchissima di sentieri davvero scenografici: se vi piace camminare e non vi spaventa un po’ di fatica, vale la pena di inerpicarsi tra rocce e gradini per godervi il panorama di queste isole straordinarie anche dall’alto.

Questi sono stati i percorsi che ho testato in prima persona:

  1. Offersøykammen: il mio preferito. 3.7 km tra andata e ritorno con 450m di dislivello. Dal punto d’arrivo si gode di una vista a 360° sul più classico paesaggio delle Lofoten, ed è solitamente meno affollato rispetto ad altri sentieri. Il primo tratto è il più impegnativo perché piuttosto ripido, ma nel complesso è meno pesante rispetto a Reinebringen.
  2. Reinebringen: i suoi quasi 2000 gradini sembrano non finire mai, sia in salita sia in discesa, però è innegabile che la vista panoramica su Reine è spettacolare. Lunghezza totale 5 km, con dislivello 484m.
  3. Festvågtind: altra vista panoramica classica, questa volta su Henningsvær. Attenzione: il primo tratto non è adatto a tutti, ci si arrampica su delle rocce che possono mettere in difficoltà soprattutto al ritorno. Posso però consigliarvi non affrontare la seconda parte del sentiero per arrivare fino in cima: se arrivati al lago vi tenete sulla destra raggiungerete un punto panoramico con la stessa vista, ma risparmiandovi metà della fatica. Lo trovate indicato come “Nipen”. Lunghezza totale 1.5 km, dislivello 210 m.
  4. Hauckland-Uttakleiv: il più semplice di tutti perché pianeggiante, è un bel sentiero che congiunge le due spiagge seguendo la costa. 8 km circa per andata e ritorno.

In generale, i sentieri norvegesi sono più “spartani” di quelli cui potreste essere abituati sulle nostre montagne: non ci sono indicazioni o marcature che confermino il percorso, e non è inusuale trovare rocce da scavalcare o tratti estremamente ripidi. In poche parole: prestate attenzione, usate calzature adeguate e non avventuratevi lungo il percorso se non vi sentite sicuri. Vi consiglio anche di scaricare un’app con tracce GPS da poter consultare in caso di dubbi, come ad esempio AllTrails.

Trekking alle Lofoten

Dove fare colazione: le bakery da provare alle Lofoten

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Dove dormire alle isole Lofoten: rorbuer e non solo

Nonostante le brevi distanze, è meglio non sottovalutare i tempi di percorrenza tra una località e l’altra delle Lofoten. Per evitare di trascorrere troppo tempo in auto ho preferito quindi suddividere il viaggio in tre macro-aree – est, centro, ovest – e trascorrere due notti in ciascuna di esse.

Per quanto riguarda gli alloggi, vi consiglio di prenotare con un buon anticipo per cercare di contenere i costi per quanto possibile: i villaggi sono di piccole dimensioni e nonostante la scelta sia abbastanza ampia, è facile che sotto data le opzioni rimaste siano poche. Nel mio caso ho scelto tre alloggi con cucina, così da poter preparare la cena in autonomia e risparmiare qualcosa. Considerate comunque di spendere almeno 120-150€ a notte per due persone, di più nell’area di Reine e in generale nelle settimane di alta stagione.

Rorbuer Lofoten dove dormire

Le sistemazioni più famose per dormire alle Lofoten sono i rorbuer tradizionali, le vecchie abitazioni in legno su palafitte utilizzate dai pescatori e oggi restaurate come alloggi turistici. Non tutti sono originali, anzi, in grande maggioranza si tratta in realtà di edifici recenti con lo stile dei rorbuer ma tutti i comfort di una camera moderna. Più o meno “autentici”, vale comunque la pena fare l’esperienza di dormire in un rorbu almeno per una o due notti dato che si tratta di sistemazioni molto tradizionali di questa zona e trovandosi sul mare condividono di norma una posizione panoramica. E in ogni caso, i costi spesso non sono così dissimili da un appartamento più contemporaneo o da una camera d’hotel.

Vi lascio quindi per chiudere qualche suggerimento su dove dormire nelle diverse zone delle isole Lofoten, comprese le strutture che ho provato in prima persona:

  • A est le proposte si concentrano nelle cittadine di Svolvær e Henningsvær, entrambi buoni punti di partenza. Tra le due ho scelto la seconda e dormito da Henningsvær Rorbuer [310€ per due notti], struttura tradizionale con cabine molto belle e spaziose. Diversi rorbuer autentici hanno mantenuto spazi abbastanza ridotti, con letti singoli o a castello, perciò controllate bene le immagini prima di prenotare.

Alternative: a Svolvær potete dare un’occhiata a Svinøya Rorbuer, mentre se preferite una camera d’hotel c’è il Bryggehotell di Henningsvær.

  • A ovest si può scegliere tra strutture in zona Hamnøy/Reine ed Å. Per le due notti qui ho deciso di spendere qualcosa in più per dormire in un rorbu moderno con vista panoramica, in uno degli appartamenti vista mare del Reinefjorden Sjøhus [520€ per due notti]. Non credo servano particolari commenti: superare lo spettacolo di questa vista è probabilmente impossibile. E in generale, l’appartamento era nuovissimo e davvero ben curato. Se avete modo di farvi questo regalo, non vi deluderà.
Dove dormire alle Lofoten

Alternative: a Reine due alternative molto classiche sono i Sakrisøy Rorbuer e gli Eliassen Rorbuer, mentre ad Å si trovano gli Å Rorbuer o Å-Hamna Rorbuer. Se volete è anche possibile dormire nella famosa casetta gialla, The Yellow House, mentre come camera d’hotel vi consiglio il The Tide.

  • Dopo un rorbu tradizionale ed uno più moderno, per le ultime due notti ho voluto scegliere qualcosa di un po’ diverso. Nella zona centrale delle Lofoten ho quindi dormito in una casa vista mare a Valberg [295€ per due notti], in posizione isolata e immersa nel paesaggio molto caratteristico di questa parte di costa.

Alternative: su entrambe le coste dell’isola si trovano diverse opzioni di questo tipo, case di campagna e alloggi più rustici come l’Unstad Cabin. Ma se preferite un rorbu in una cittadina con maggiori servizi, potete orientarvi su Ballstad all’Hattvika Lodge.

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