I viaggi migliori sono quelli che non solo corrispondono alle aspettative, ma le superano – e in questo senso il Sudafrica è stato per me uno dei viaggi migliori di sempre. Nel corso di un itinerario di due settimane on the road, le città, i paesaggi e i parchi del Paese sono state una continua sorpresa: montagne a picco sull’Oceano, spiagge infinite, cittadine dove il tempo sembra essersi fermato e animali, tanti e meravigliosi animali nel loro ambiente naturale. Se questa destinazione vi incuriosisce, questo articolo e i prossimi approfondimenti vogliono quindi essere innanzi tutto un invito a non esitare oltre: prenotate il biglietto e partite.
Inizio qui con il consueto itinerario e tutte le informazioni pratiche: come organizzare un viaggio in Sudafrica di 14 giorni, cosa vedere e cosa fare in due settimane fai da te.
- Date: 21 aprile-5 maggio.
- Voli: Lufthansa Venezia-Cape Town e Johannesburg-Venezia, 537€ a persona prenotando a dicembre.
- Volo interno: Port Elizabeth-Nelspruit con scalo a Johannesburg, 131€ a persona prenotando a gennaio.
- Alloggio: media di 55€ a notte per camera matrimoniale, in diversi casi con colazione (escluse le strutture al Kruger NP, di cui parleremo più del dettaglio).
- Noleggio auto: Hertz prenotato tramite Discovercars, da Cape Town a Port Elizabeth e da Nelspruit a Johannesburg, per un totale di 465€ compresa la copertura completa.
- Tappe: Cape Town, Winelands, Garden Route con notti a Swellendam, George, Storms River, Addo, Kruger NP e Graskop.
- Valuta: rand sudafricano. Ad oggi (2025) 1€ corrisponde a circa 20R.
- Connessione internet: se il vostro smartphone lo consente, vi consiglio di utilizzare una eSim che potete acquistare ad esempio su Holafly. Per approfondire, trovate un articolo qui.
- Assicurazione viaggio: confrontate qui le diverse compagnie ma mi raccomando, mai partire senza!
- Guide da acquistare: Rough Guide o Lonely Planet.

In questo articolo:
- Cosa vedere in Sudafrica in 2 settimane: le tappe giorno per giorno
- Organizzare un viaggio in Sudafrica: consigli utili e informazioni generali
- Trasporti: come arrivare e come muoversi per un tour del Sudafrica
- Come pianificare un safari in Sudafrica
- Viaggio in Sudafrica: dove dormire
- Cosa e dove mangiare
Cosa vedere in Sudafrica in 2 settimane: le tappe giorno per giorno
- Giorno 1 -> Cape Town
- Giorno 2 -> Penisola del Capo
- Giorno 3 -> Cape Town
- Giorno 4 -> Winelands – spostamento a Swellendam
- Giorno 5 -> Garden Route – da Mosselbai a George
- Giorno 6 -> Garden Route – da George a Tsitsikamma NP
- Giorno 7 -> Tsitsikamma NP – spostamento all’Addo NP
- Giorno 8 -> Addo NP
- Giorno 9 -> Volo interno per Kruger NP
- Giorno 10 -> Kruger NP (zona sud)
- Giorno 11 -> Spostamento a Manyeleti
- Giorno 12 -> Manyeleti Game Reserve
- Giorno 13 -> Panorama Route
- Giorno 14 -> Spostamento a Johannesburg e volo di rientro

GIORNI 1-2 -> Le prime 3 notti del viaggio sono dedicate a Cape Town, per esplorare la città e in generale tutta la penisola del Capo. Vi racconto più nel dettaglio cosa vedere a Città del Capo in questo articolo dedicato:
Penisola e Città del Capo: cosa vedere in tre giorni
3 notti alla Poseidon Guest House di Hout Bay.

GIORNO 3 -> Un’intera giornata va poi dedicata alla penisola del Capo, che si estende da Cape Town fino al promontorio di Capo di Buona Speranza. In caso non abbiate un mezzo a noleggio esistono dei tour organizzati, ma a mio avviso l’esperienza si gode al meglio con un’auto a disposizione così da poter definire le tappe in autonomia. Dormendo ad Hout Bay eravamo già più vicini alla penisola meridionale rispetto al centro di Cape Town, da qui abbiamo quindi seguito un itinerario ad anello che comprende:
- Chapman’s Peak, una bella strada panoramica a picco sul mare (si paga un pedaggio di circa 3€);
- Kalk Bay, piccolo villaggio costiero con atmosfera molto hippy e vacanziera;
- Muizenberg Beach con le sue cabine da spiaggia colorate;
- La colonia di pinguini di Boulders Beach (imperdibile!);
- Il Capo di Buona Speranza – che no, non è il punto più meridionale del continente africano, ma per noi figli del sussidiario manterrà sempre un nome più evocativo di “Capo Agulhas”.
Sia Boulders Beach sia Cape Point fanno parte del Table Mountain National Park e richiedono il pagamento di un biglietto, con tariffa di 215 rand a persona nel primo caso e 455 nel secondo (rispettivamente circa 10€ e 22€). Tenete a mente che il pagamento si può effettuare solo con bancomat o carte di credito, non in contanti.
Anche su tutti questi punti trovate comunque maggiori dettagli nell’articolo su cosa vedere a Città del Capo in tre giorni.

GIORNO 4 -> Tempo di iniziare l’on the road vero e proprio: la prima tappa nel nostro percorso verso est ci porta alle Winelands. Nel triangolo formato da Stellenbosch, Franschhoek e Paarl si concentra la produzione vinicola del Sudafrica e il paesaggio è una distesa di vigne e montagne verdissime. Si tratta inoltre di insediamenti coloniali molto antichi: Stellenbosch è stato il secondo dopo Cape Town e il centro storico, sebbene ricostruito, conserva il suo aspetto originale e tutte le sue atmosfere. Se vi interessano i percorsi di degustazione ne troverete moltissimi, ma anche per chi – come me – non beve vino queste località meritano senz’altro la visita e hanno molto da offrire in termini di bellezza.
C’è di più: le Winelands non sono solo cittadine deliziose, sono considerate le capitali gastronomiche del Sudafrica e vi si possono trovare diversi tra i migliori ristoranti del Paese.
Dopo aver dedicato la giornata a Stellenbosch e Franschhoek, guidiamo fino a Swellendam dove trascorreremo la notte.
1 notte da Arumvale Country Retreat.

GIORNO 5 -> Swellendam è una piccola cittadina che offre diverse strutture ricettive ed è una buona sosta intermedia tra Cape Town e l’inizio della Garden Route vera e propria. Questo percorso costiero, che si estende ufficialmente per i 300 km da Mossel Bay a Plettenberg Bay, attraversa paesaggi verdissimi – da cui del resto deriva il suo nome – e cittadine dall’atmosfera vacanziera. Si possono dedicare alla Garden Route pochi giorni come una settimana o più, poiché le attività da fare in zona sono molte: dalla semplice vita da spiaggia, al trekking di più giorni nel parco nazionale di Tsitsikamma.
Il primo tratto che percorriamo, da Swellendam a Mossel Bay e poi fino a George, è probabilmente quello meno interessante quanto a possibili tappe intermedie, ma il paesaggio fuori dal finestrino è sempre splendido.
1 notte da Whispering Oaks.
GIORNO 6 -> Da George in poi inizia un percorso molto più ricco, in cui è davvero difficile decidere dove sostare. La giornata scorre tra spiagge infinite come Wilderness e Swartvlei Bay e villaggi vacanzieri con le loro case in legno affacciate sul mare come Buffels Bay. Nel pomeriggio dedichiamo un paio d’ore alla Robberg Nature Reserve, una piccola penisola protetta vicino a Plettenberg’s Bay dove è possibile percorrere sentieri da 2, 5 o 8 km circondati da panorami meravigliosi.
Raggiungiamo poi Storms River per la notte.
1 notte al Garden Cottage.

GIORNO 7 -> L’ultima tappa della Garden Route è il parco nazionale di Tsitsikamma, che comprende 80 km di costa protetta e offre diversi sentieri da percorrere, tra scogliere e foreste. Il più famoso è l’Otter Trail per il quale sono necessari 5 giorni di camminata, ma ci sono anche molte opzioni per trekking più brevi. Noi abbiamo trascorso mezza giornata nel parco, percorrendo il Mouth trail – che attraversa la foce dello Storms River – e il Big tree trail.
Per chi desidera un’attività più avventurosa, sono molto gettonati il tour in kayak più canyoning di Untouched Adventures e il bungee jumping dal ponte di Bloukrans, il più alto del Sudafrica.
Nel pomeriggio ci spostiamo poi fino ad Addo, dove trascorreremo le prossime due notti.
2 notti al River Front Estate.

GIORNO 8 -> È arrivato il momento del nostro primissimo safari. L’Addo National Park si trova poco distante dalla città di Port Elizabeth ed è stato fondato nel 1931 per proteggere i pochi elefanti sopravvissuti in zona: all’epoca ne erano rimasti 11, oggi sono più di 600. Nel tempo si è ampliato fino a diventare il terzo parco per estensione in Sudafrica e ospita ora tutti i cosiddetti “big five” (elefante, rinoceronte, leone, leopardo e bufalo): anzi, dal momento che l’Addo NP comprende anche un’area marina è l’unico ad accogliere addirittura i “big seven”, con balena e squalo bianco.
L’Addo NP si può visitare in autonomia o con un tour organizzato, noi abbiamo scelto in questo caso di girare per tutta la giornata con la nostra auto. Il biglietto si può pagare in loco oppure online dal sito Sanparks – una buona opzione soprattutto in alta stagione, come vedremo per il Kruger. Al gate principale di Addo si trova poi una mappa dove vengono segnalati gli ultimi avvistamenti, oltre a negozio di souvenir, servizi e un ristorante incredibilmente buono.
La giornata è stata splendida e ricchissima di avvistamenti, più di quanti avrei potuto sperare ad una prima esperienza, e in generale anche con il “senno di poi” dei giorni trascorsi al Kruger vi consiglio di prevedere una sosta all’Addo se i giorni di viaggio ve lo consentono. Il parco è infatti più piccolo, tranquillo e facile da girare in autonomia, e consente quindi di vivere un’esperienza molto diversa rispetto al Kruger NP.

GIORNO 9 -> Giornata di spostamento: al mattino raggiungiamo l’aeroporto di Port Elizabeth, riconsegniamo la prima auto a noleggio e voliamo verso est. Il volo, con scalo a Johannesburg, ci porta al Kruger Mpumalanga International Airport (ex Nelspruit), ovvero l’aeroporto più vicino agli accessi meridionali del Kruger National Park. A seconda di dove prenotate il vostro alloggio e quindi dell’area che intendete visitare, potrete considerare anche lo scalo di Hoedspruit più a nord.
Raggiungiamo quindi Marloth Park e il nostro alloggio per le prossime due notti, all’esterno del parco ma a pochi chilometri dal Crocodile Bridge gate. Vi parlo in modo più approfondito di questa zona nell’articolo dedicato.
Dove dormire per un safari al Kruger: Marloth Park
2 notti al Kruger Eden Lodge.

GIORNO 10 -> Il Kruger National Park è il parco più famoso del Sudafrica – uno dei più famosi in tutto il continente – e anche il più esteso: occupa una striscia di territorio che da nord a sud corre per oltre 400 km lungo il confine con il Mozambico ed è quindi impensabile visitarlo nella sua interezza. Vi racconto meglio come organizzare un safari al Kruger National Park in un approfondimento dedicato, ma la prima informazione da tenere a mente è che dovrete prima di tutto decidere dove dormire: in base all’alloggio (o agli alloggi) potrete gestire il resto di conseguenza.
Organizzare un safari al Kruger National Park: tutto ciò che devi sapere
La seconda informazione, ancora più importante: non dimenticate di prenotare il vostro accesso giornaliero. Per ogni gate è previsto un numero massimo di ingressi ogni giorno ed è più basso di quel che potreste immaginare: una volta raggiunta quella soglia verrete semplicemente rimbalzati. La prenotazione si fa online dal sito ufficiale Sanparks, selezionando il luogo d’ingresso e la data.
Anche in questo caso è possibile guidare nel parco in autonomia con la propria auto o partecipare a un tour guidato, organizzato direttamente dal Kruger o dal vostro alloggio.
GIORNI 11-12 -> Trattandosi di un’area così vasta, ogni zona del Kruger NP ha caratteristiche diverse – anche in termini di flora e fauna. Può essere quindi una buona opzione, se il tempo lo consente, esplorarne un paio così da massimizzare le opportunità di avvistamento.
Dopo le prime due notti nella zona meridionale ci spostiamo perciò verso nord per raggiungere il secondo alloggio, molto differente dal precedente. In questo caso saremo infatti all’interno della riserva privata di Manyeleti, una delle diverse che si uniscono al parco nazionale per formare il cosiddetto “Greater Kruger”. Anche di questo, comunque, parliamo più nel dettaglio negli approfondimenti dedicati.
Nelle riserve private è tutto incluso dal momento che non è possibile muoversi in autonomia: sia i pasti, sia due “game drive” guidati per ogni pernottamento (all’alba e al tramonto).
2 notti al Buffelshoek Camp.

GIORNO 13 -> Dopo un ultimo game drive all’alba, è tempo di lasciare il Greater Kruger e iniziare il rientro verso casa. Il parco dista circa 500 km da Johannesburg e c’è chi sceglie di affrontare il viaggio in giornata, ma personalmente ho preferito prenderla con calma. Anche perché lungo la strada c’è un’altra bella tappa che è possibile inserire nell’itinerario: la cosiddetta “Panorama Route” che corre lungo il Blyde River Canyon, una gola lunga 26 km e profonda fino a 800 metri e terzo canyon al mondo per grandezza.
Lungo la strada ci sono diversi punti panoramici in cui fare sosta, il migliore a mio avviso è quello di Three Rondavels. Ma si può ammirare il canyon anche dal basso, partecipando a questo tour in barca di un’ora e mezza.
Ci fermiamo poi per la notte a Graskop, vicino al vecchio villaggio di Pilgrim’s Rest: sviluppato durante gli anni della corsa all’oro, è diventato poi un’attrazione turistica con i suoi edifici tradizionali in legno e dal 1986 è museo nazionale.
1 notte da A Pilgrim’s rest.
GIORNO 14 -> Dopo una breve visita proprio a Pilgrim’s Rest, affrontiamo il viaggio verso Johannesburg dove ci attende il volo di rientro.

Organizzare un viaggio in Sudafrica: consigli utili e informazioni generali
Che documenti servono per visitare il Sudafrica
Per i cittadini italiani non è richiesto nessun visto per visitare il Sudafrica, solamente un passaporto con almeno 30 giorni di validità residua e 2 pagine libere. Su alcuni siti troverete indicata come obbligatoria la compilazione di un modulo online (disponibile a questo link), ma in realtà è facoltativo e all’arrivo a Cape Town nessuno ci ha chiesto di vederlo. Se la compagnia aerea con cui viaggiate vi consiglia comunque di compilarlo, bastano pochi minuti.
Non sono previste nemmeno vaccinazioni obbligatorie, ma in alcuni periodi dell’anno la zona del Kruger presenta un rischio moderato per la malaria. Trattandosi di argomento delicato, vi consiglio di discuterne con il vostro medico per maggiore sicurezza.
Quando andare in Sudafrica: qual è il periodo migliore
Il Sudafrica occupa un territorio molto esteso e caratterizzato da climi diversi: in linea generale possiamo considerare le stagioni invertite rispetto a quelle europee, ma per decidere quando partire è bene fare una valutazione più specifica in base a cosa vorreste fare e vedere.
A Cape Town e lungo la costa occidentale, Garden Route compresa, il clima è mediterraneo: caldo e soleggiato d’estate, più fresco e piovoso d’inverno. Se cercate quindi una fuga dall’inverno europeo in una zona con spiagge spettacolari, questa è un’ottima opzione. Se però vi interessa la migrazione delle balene, che si avvistano dalla costa nei dintorni di Hermanus, il periodo ideale va invece da luglio a ottobre.
La costa orientale – nei dintorni della città di Durban – ha un clima più subtropicale perciò durante l’estate diventa più afoso, ma rimane comunque piacevole tutto l’anno.
Un ragionamento a parte va fatto poi per i safari: in questo caso il momento migliore è l’inverno – ovvero la nostra estate – poiché corrisponde al periodo più secco. Meno piogge significa vegetazione meno rigogliosa, con conseguente maggiore visibilità, ma anche meno pozze d’acqua disponibili, fattore che spinge gli animali a radunarsi nelle zone in cui sanno di potersi abbeverare. In più, evitare l’estate sudafricana e le sue piogge offre una maggiore sicurezza sul fronte del rischio malaria.
A seconda di ciò che cercate, ogni stagione può offrirvi quindi i suoi pro e contro. Se ne avete modo, però, il mio consiglio è quello di andare in Sudafrica in primavera o in autunno: in questi periodi infatti il clima è buono un po’ ovunque e potrete pianificare un itinerario che comprenda diverse zone. A fine aprile/inizio maggio ho trovato un clima ideale sia nell’area del Capo Occidentale sia nel Kruger, con temperature piacevoli e giornate soleggiate.

Cosa vedere in Sudafrica e quanti giorni servono
Il Sudafrica è ovviamente molto più esteso di ciò che ho avuto modo di visitare in due settimane, ma l’itinerario che vi propongo qui è una buona scelta per un primo viaggio nel Paese. Vi permette infatti di vedere paesaggi diversi, grandi città come Cape Town e cittadine più raccolte come quelle che costellano la Garden Route, oltre a parchi nazionali celebri in tutto il mondo. Molti condensano il viaggio tra Cape Town, Garden Route e Kruger in 10 giorni (alcuni addirittura in 7-8), ma in due settimane riuscirete a fare un’esperienza più rilassata. Considerate in ogni caso di dedicare minimo 2 o 3 notti al Kruger, così da avere più di un game drive a disposizione e aumentare le possibilità di avvistamento.
Nel corso del mio viaggio ho invece evitato Johannesburg, limitandomi a raggiungerne l’aeroporto per il volo di rientro, sia perché ho preferito dedicare il tempo disponibile ad altre attività sia perché sarebbe stata l’unica città a preoccuparmi per la questione sicurezza. Con una o due giornate potete comunque inserire anche questa città nel vostro itinerario e visitarne le attrazioni principali.
Con più tempo a disposizione, potete poi pensare di proseguire l’on the road lungo la costa o prendere un volo fino a Durban, la terza città del Sudafrica per dimensioni ma soprattutto una destinazione famosa per lo sport, il surf e la vita da spiaggia. Oppure potreste dedicare qualche giorno al parco di Drakensberg, dove si trovano i monti più alti del Sudafrica e diversi sentieri per gli appassionati di trekking.
Quanto costa un viaggio in Sudafrica
Come sempre la risposta più completa alla domanda “quanto costa un viaggio in Sudafrica?” non può che essere dipende, ma sono felice di sbilanciarmi un po’ e consigliarvi questa destinazione anche per i suoi costi contenuti. I biglietti aerei hanno mantenuto un costo accessibile anche in questi ultimi anni un po’ altalenanti su altre rotte, ed è possibile trattarsi bene prenotando ottime camere ad un costo ormai impensabile in Europa. La disponibilità di alloggi è molto varia e così i loro costi, nel mio caso ho scelto strutture di livello medio-alto e una spesa media di 55€ a notte per camera doppia – spesso con ottima colazione compresa. Allo stesso tempo per i pasti, al ristorante è possibile mangiare bene – anche benissimo – con 10-15€ a persona.
Persino i safari, che nell’immaginario comune spesso associamo solo a un certo tipo di vacanza di lusso, nella realtà possono essere vissuti con budget di ogni tipo: ci sono, certo, le strutture spettacolari e costosissime, ma allo stesso è possibile soggiornare in ottime camere all’esterno del Kruger per cifre accessibili a tutti e prenotare poi un tour ufficiale da 20-25€ a persona.

Il Sudafrica è sicuro?
La questione sicurezza è sempre la più delicata, perché in rete si legge di tutto ma soprattutto perché qualsiasi cosa io possa scrivere è per forza di cose limitata alla mia personale esperienza. Quel che mi sento quindi di dire è che alcune descrizioni di un Paese sull’orlo di una guerra civile sono del tutto scollegate dalla realtà, così come le più recenti teorie del complotto su un “genocidio bianco” promulgate da certi personaggi che non nominerò. Il Sudafrica è senz’altro un Paese in cui permangono fortissime disuguaglianze, che sfociano anche in un tasso di criminalità elevato nelle grandi città. L’Apartheid si è conclusa solo vent’anni fa e i suoi segni sono tuttora presenti ovunque, inutile cercare di nasconderlo.
Detto questo, la mia esperienza – per quanto appunto personale e parziale, di turista bianca in un mondo in cui ancora ai bianchi viene riservato un trattamento differente – è stata ovunque positiva. Il mio itinerario si è concentrato in zone molto turistiche e frequentate, a Cape Town non mi sono rinchiusa al Waterfront ma allo stesso tempo mi sono tenuta lontana dai quartieri periferici e considerati a rischio, e in nessun luogo mi sono sentita in pericolo anche passeggiando con una macchina fotografica al collo. Non mi posso invece esprimere su Johannesburg, dove la situazione sembra più delicata e dove probabilmente è necessaria qualche accortezza in più: evitare di portare con sé oggetti di valore appariscenti, non uscire a piedi di notte, verificare il percorso per non transitare da township a rischio.
Per ulteriore sicurezza, potete sempre rivolgervi ai proprietari delle strutture dove alloggerete: loro sapranno indicarvi se ci sono zone o strade a cui prestare una maggiore attenzione.

Trasporti: come arrivare e come muoversi per un tour del Sudafrica
I principali aeroporti del Sudafrica sono collegati all’Italia e all’Europa da molte compagnie, non vi sarà quindi difficile trovate l’opzione più adatta a voi con una ricerca su Skyscanner o altri comparatori. Una volta definito l’itinerario che volete compiere, non dimenticate di fare una ricerca specifica anche con andata e rientro da aeroporti differenti – nel mio caso Cape Town e Johannesburg – dato che la differenza di costo potrebbe essere ridotta e risparmiarvi un volo interno aggiuntivo.
I voli interni
I voli interni sono un’ottima soluzione per spostarsi tra zone lontane tra loro, e quasi sicuramente ne avrete bisogno se volete visitare sia la regione del Capo Occidentale sia quella del Kruger. Le compagnie da monitorare per queste tratte sono Air Link e Fly Safair, che offrono collegamenti con l’aeroporto di Mpumalanga (MQP) – il più comodo per tutta la zona meridionale del Kruger – o la stessa Air Link e Cem Air per l’aeroporto di Hoedspruit (HDS) – che serve invece la zona centrale. In entrambi i casi, se partite da città “secondarie” dovrete fare un breve scalo a Johannesburg, Durban o Cape Town, gli unici aeroporti da cui è previsto un collegamento diretto. Prenotando con almeno qualche settimana d’anticipo, potete aspettarvi di spendere tra i 90€ e i 150€ per singola tratta.
Attenzione a localizzare correttamente sulla mappa l’aeroporto di Mpumalanga: la struttura ha sostituito il vecchio aeroporto di Nelspruit, che però troverete ancora indicato su molte fonti. Su Google la confusione può aumentare, dato che sono state caricate foto di entrambi gli aeroporti in corrispondenza dell’indirizzo di Nelspruit. Lo scalo corretto è quello che si trova a nord-est rispetto alla città e che potrete individuare cercando “Kruger Mpumalanga International Airport”.
In realtà esiste anche un aeroporto all’interno del Kruger NP, ovvero Skukuza (SZK). I voli sono limitati a 10 arrivi e 10 partenze al giorno e sono effettuati dalla sola Airlink, ma se prenotate un alloggio in quest’area è senz’altro un’opzione da tenere a mente. L’unica compagnia di noleggio presente è Avis, ma diversi lodge dell’area potranno organizzarvi un transfer dedicato.
Noleggio auto in Sudafrica
Se questo non è il primo articolo che vi porta sul mio blog, ormai sapete che sono una grande amante dei viaggi on the road. L’itinerario in Sudafrica è nato quindi immediatamente come on the road, ma si tratta del resto di una destinazione particolarmente adatta ad essere esplorata in questo modo. Qualora vogliate dedicarvi alla sola zona di Cape Town con la Penisola del Capo e al Kruger NP potrete infatti valutare di non noleggiare un’auto, ma se vi interessa la Garden Route un mezzo di trasporto proprio diventa essenziale. E non posso non consigliarvi di percorrere queste strade, bellissime ed estremamente panoramiche, oltre che ben tenute.
Come sempre potete confrontare le migliori tariffe tra diversi comparatori – Discovercars, Autoeurope o altri – e leggere questo articolo sul noleggio auto in viaggio. Nel mio caso ho speso 275€ per la prima parte dell’itinerario, 8 giorni da Cape Town a Port Elizabeth, e 190€ per la seconda, 6 giorni da Mpumalanga a Johannesburg. In entrambi si è trattato di prenotazioni con la compagnia Hertz tramite Discovercars, inclusa la one way free (riconsegna in località differente) e copertura completa.
Una menzione d’onore va proprio a Discovercars, che ci ha rimborsato un danno addebitato da Hertz in meno di 24 ore. Il danno era stato causato da un incidente senza colpa: fate quindi attenzione perché a quanto pare secondo le norme sudafricane la compagnia di noleggio è autorizzata a esigere il pagamento da voi, nel caso in cui chi guida l’altra auto non sia assicurato e non paghi il danno. Meglio sempre scegliere la copertura completa, per maggiore serenità.
Quanto alla tipologia di auto da preferire: nel Capo Occidentale è sufficiente un’auto di categoria economica, le strade sono ben tenute e scorrevoli. Se però volete guidare all’interno del Kruger o raggiungere riserve private, è meglio puntare su un SUV o comunque un’auto più alta da terra, più adatte a sopravvivere alle grosse buche che si trovano in alcune zone.
Per guidare in Sudafrica non è richiesta la patente internazionale ma è sufficiente quella italiana. Ultima segnalazione: tenete a mente che si guida sul lato sinistro, come nel Regno Unito.

Come pianificare un safari in Sudafrica
Organizzare un safari in Sudafrica fai da te non è complesso, ma è necessario avere alcune informazioni di base per capire come orientarsi. Vi racconto quindi più nel dettaglio questa parte dell’esperienza sudafricana in un approfondimento dedicato.
Organizzare un safari al Kruger National Park: tutto ciò che devi sapere
Viaggio in Sudafrica: dove dormire
Come anticipato, nel corso di questo viaggio ho dormito in strutture di livello medio-alto prenotate tramite Booking.com e devo dire che sono stata molto soddisfatta di tutte le scelte. Le opzioni che vi consiglierò qui sono quindi testate e approvate, ma non sono le uniche: troverete moltissime altre strutture disponibili, nella stessa fascia di prezzo ma anche più economiche – o più costose, si intende.
- A Cape Town ho scelto una guest house fuori dal centro, più precisamente a Hout Bay. Pochi chilometri a sud rispetto alla città, è una baia molto bella e tranquilla in posizione strategica per visitare sia Cape Town sia la Penisola del Capo. La Poseidon Guest House, poi, è stata semplicemente una scelta perfetta e ricorderò i loro pancake per colazione vista mare molto a lungo.
- Lungo il tragitto tra Cape Town e la Garden Route ci siamo fermati a Swellendam, una cittadina molto graziosa che offre diverse strutture ricettive. La zona è frequentata anche da turismo interno, grazie ai paesaggi verdissimi che la circondano. In particolare ho dormito in uno degli appartamenti della Arumvale Country Retreat, bella struttura immersa nella campagna.
- La prima tappa per la notte lungo la Garden Route è stata poi a George, da Whispering Oaks – anche qui, fantastica colazione.
- A Storms River – all’interno del parco nazionale di Tsitsikamma – si trovano soprattutto lodge attrezzati con cucina come questo Garden Cottage, pensati per chi vuole fermarsi anche più giorni per fare trekking. Se volete essere ancora più vicini al centro della scena, date un’occhiata al Misty Mountain Reserve.
- Ad Addo abbiamo dormito al River Front Estate, con appartamenti completi di cucina affacciati sul fiume (da cui ammirare uno splendido tramonto).

- Per la visita al Kruger National Park abbiamo suddiviso il soggiorno in due zone: per le prime due notti abbiamo scelto il Kruger Eden Lodge, bellissima struttura a Marloth Park e a due passi dal Crocodile Bridge Gate. Camere comodissime e molto ampie, la doccia migliore del viaggio e servizio di ottimo livello. Ve lo consiglio se cercate un’esperienza con rapporto tra qualità e costi imbattibile, con tutti i comfort e la vicinanza al parco a un prezzo assolutamente accessibile.
- Altre due notti le abbiamo trascorse invece al Buffelshoek Camp, all’interno della riserva privata di Manyeleti. Un’altra esperienza bellissima e molto diversa, a mio avviso vale la pena di farle entrambe. Magari si rinuncia a qualche piccolo comfort (a meno di non scegliere strutture extra lusso se il budget lo consente), ma essere all’interno del parco permette di essere nel cuore della scena, con game drive inclusi e grandissime probabilità di avvistamento.
- Per l’ultima notte abbiamo poi scelto A Pilgrim’s Rest, guest house particolarissima completamente arredata in stile vittoriano a Graskop. Date un’occhiata alle foto delle camere perché meritano.
Il costo medio è stato di 55€ per notte in camera doppia, sempre con bagno privato e in diversi casi con colazione. Ho escluso dal conteggio le strutture al Kruger per cui valgono dei ragionamenti differenti: in questo caso il costo è di 115€/notte al Kruger Eden Lodge (con colazione) e di 450€/notte al Buffelshoek Camp, che include però tutti i pasti e due game drive per ogni pernottamento (al tramonto e all’alba).

Cosa e dove mangiare
Arrivata in fondo a questo nuovo, lunghissimo itinerario vi lascio come di consueto con alcuni consigli di gola. La cucina del Sudafrica è piuttosto variegata, con tante influenze quante sono le differenti culture che si sono incrociate in questo territorio nel corso della storia. A Cape Town si trovano ad esempio molti ristoranti indiani e malesi, tra le comunità più rappresentate tra gli schiavi portati qui dai primi coloni, e le loro tradizioni gastronomiche si sono intrecciate con quelle inglesi, portoghesi, olandesi e altro ancora. Ad ovest invece le influenze arrivano da Mozambico, Zambia e oltre.
Di sicuro tutti i sudafricani, a est e a ovest, sembrano andare matti per carne e pesce alla griglia – che qui chiamano braii. Altri piatti tipici da provare sono il bobotie, con carne macinata coperta da uno strato di crema di latte e uova, e il malva pudding come dolce, imperdibile servito caldo con crema alla vaniglia.
Tra i locali in cui ho mangiato bene vi segnalo:
- Bukhara: ottimo ristorante indiano in centro a Cape Town;
- Mill St Bistro a Stellenbosch: aperto nel 2024, al primo anno di attività ha subito ricevuto un premio come “miglior bistro del Sudafrica” e non posso che concordare che si tratti di una cucina fantastica. Da quel che leggo si sta trasferendo in una nuova location all’interno di un vigneto, con apertura a fine 2025/inizio 2026. Tenetelo d’occhio.
- Freshline Fisheries a Knysna: locale informale dove si può gustare dell’ottimo pesce fresco alla griglia. Il miglior pasto di pesce di tutto il viaggio, a un prezzo modico.
- Cattle Baron Grill & Bistro (Addo Main Camp): di norma i ristoranti che si trovano all’interno di un parco sono nella migliore delle ipotesi mediocri, ma non è così all’Addo NP. Quanto meno se amate la carne, che qui è strepitosa.
- Blue Cottages and Mad Dogz Cafe: sosta fatta un po’ per caso lungo la strada tra Kruger e Panorama Route, ma abbiamo mangiato incredibilmente bene.
- The Glass House a Graskop: consigliato e prenotato per noi dalla guest house in cui dormivano, è un’istituzione in città e serve ottime ricette tradizionali.
- Per una pausa informale, segnalo anche che la catena Mozambik con diverse sedi in tutto il Paese non è affatto male.
Per caffè e dolci invece vi consiglio:
- Truth Steam Punk Coffee House a Cape Town: è stata nominata “caffetteria più bella del mondo” ed effettivamente è un posto piuttosto unico, una torrefazione con arredo in stile steampunk. Da provare.
- South Yeaster Bakery: se passate da Hout Bay, una bakery imperdibile.
- Harrie’s Pancakes a Graskop: pare sia un locale meta di pellegrinaggio da parte dei sudafricani, chi siamo quindi noi per non provare? Locale molto bello e i famosi pancakes non deludono, perciò merita la sosta.












